
C’è una differenza sostanziale tra l’essere travolti da un’onda anomala e l’essere travolti da un abbraccio. Nel primo caso, ti senti soffocare, perdi l’orientamento, hai paura. È quello che ci succede ogni giorno nella “società immediata”: veniamo travolti dalle scadenze, dalle notizie urlate, dalla fretta, dalle aspettative altrui. Ne usciamo ammaccati, bagnati, stanchi. Nel secondo caso, invece, il fiato ti manca per un attimo, sì, ma perché ti senti stretto, contenuto, visto. Ti senti vivo.
Ecco, quando vi invito a entrare nel mio universo narrativo, quando scrivo un titolo un po’ forte come “Se cerchi un mondo poetico che ti travolge, inizia da qui”, parlo di questo secondo tipo di travolgimento. Parlo di un’onda emotiva che non vuole affogarvi, ma vuole svegliarvi. Spesso chi si avvicina alla poesia lo fa con timore, pensando di dover decifrare codici complessi, o con sospetto, temendo di trovarsi di fronte a sdolcinatezze inutili. Il mio mondo non è né l’uno né l’altro. Il mio mondo è un luogo fisico ed emotivo dove si entra per ritrovare i pezzi di sé che si sono persi per strada.
Oggi voglio farvi da guida turistica. Voglio prendervi per mano e accompagnarvi alla scoperta di questo territorio che ho costruito in oltre quarant’anni di scrittura. Voglio spiegarvi cosa dovete aspettarvi dai miei testi e quale porta scegliere per entrare.
Cosa aspettarsi: Le coordinate del mio universo
Se decidete di fare questo viaggio con me, dovete sapere cosa mettere in valigia e, soprattutto, cosa troverete una volta arrivati. Il mio universo poggia su quattro pilastri fondamentali. Se cercate queste cose, siete nel posto giusto.
1. Emozioni (quelle che non hanno nome) Non aspettatevi le emozioni preconfezionate da film hollywoodiano. Nel mio mondo non ci sono solo “felicità” e “tristezza” in purezza. C’è quella strana malinconia che ti prende la domenica sera. C’è la rabbia mista a tenerezza che provi guardando un genitore invecchiare. C’è l’euforia spaventosa di un nuovo inizio. Io cerco di dare voce alle sfumature. Aspettatevi di leggere versi che vi faranno dire: “Ecco! È proprio così che mi sentivo, ma non sapevo come dirlo”. Aspettatevi di essere travolti dal riconoscimento.
2. Ricordi (che diventano radici) Il passato, nei miei libri, non è un peso morto da trascinarsi dietro. È humus. È terra fertile. Troverete molti ricordi, miei e collettivi. Dagli anni ’70 a oggi. Ma non è un’operazione nostalgia fine a se stessa. Uso il ricordo per capire il presente. Scavo indietro per trovare il punto in cui abbiamo smesso di sognare, o il punto in cui abbiamo imparato ad amare. Aspettatevi di fare dei viaggi nel tempo. Aspettatevi di sentire profumi che avevate dimenticato.
3. Verità (senza trucco) Questa è la promessa più importante. Nel mio universo vige la legge del “non pettinarsi”. Non troverete la vita idealizzata. Troverete la vita vera, con le sue rughe, le sue contraddizioni, i suoi fallimenti magnifici. Se cercate perfezione estetica e distacco intellettuale, avete sbagliato indirizzo. Qui si lavora con la carne viva. Aspettatevi onestà brutale. Aspettatevi parole che a volte graffiano, perché solo graffiando la superficie si arriva al cuore.
4. Bellezza e Riflessione Nonostante la crudezza di certa verità, il fine ultimo è sempre la bellezza. Ma una bellezza resistente, resiliente. Quella che nasce dal dolore e lo trasforma. E poi la riflessione: i miei testi sono dossi artificiali. Vi costringono a rallentare. Vi costringono a pensare. Aspettatevi domande, più che risposte.
Le due porte d’ingresso
Il mio universo ha due ingressi principali. Due libri molto diversi tra loro, ma che conducono allo stesso centro: l’anima umana. Quale scegliere? Dipende da chi siete in questo momento e da cosa state cercando.
Porta numero 1: Canti di notte
Per chi ama la musica del tempo, l’atmosfera notturna e il viaggio storico-emotivo.
Canti di notte è la porta antica, quella in legno massiccio, segnata dalle intemperie. È un libro “verticale”: scende nel profondo del tempo. Raccoglie scritti che vanno dal 1979 al 2022. È l’ideale per voi se:
- Amate vedere come cambia una persona (e un autore) nel corso dei decenni.
- Siete affascinati dal rapporto tra poesia e canzone (molti testi nascono come canzoni).
- Siete creature notturne, che amano leggere nel silenzio, quando la città dorme.
- Cercate un legame con la storia collettiva: volete rivivere le atmosfere di epoche passate per capire come siamo arrivati qui.
Entrare da questa porta significa accettare un viaggio lungo. Significa sedersi accanto al Giorgio ventenne, pieno di fuoco, e poi camminare con lui mentre diventa uomo, mentre le disillusioni arrivano ma la voglia di “capire il mondo” non passa mai. È un libro che travolge per la sua densità temporale. Ti fa sentire il peso e la leggerezza degli anni.
Porta numero 2: Non pettinarti prima di partire
Per chi cerca consapevolezza, lentezza e un dialogo con il presente.
Non pettinarti prima di partire è la porta spalancata sul presente. È un invito, quasi un imperativo dolce. È un libro “orizzontale”: allarga lo sguardo sul qui e ora. È l’ideale per voi se:
- Vi sentite soffocare dalla “società immediata” e cercate un antidoto alla fretta.
- Volete imparare a osservare i dettagli che tutti ignorano.
- Siete stanchi di dover apparire sempre perfetti e cercate il permesso di essere “spettinati”, cioè autentici.
- Cercate riflessioni puntuali, quasi degli esercizi di sguardo, per cambiare prospettiva sulla vostra quotidianità.
Entrare da questa porta significa accettare una sfida. La sfida di fermarsi. È un libro che travolge perché smonta le vostre difese. Vi chiede: “Perché corri? Dove stai andando? Sei sicuro che sia quella la direzione?”. È una lettura più “filosofica” nel senso pratico del termine: è una filosofia di vita applicata.
Non c’è un percorso sbagliato
La bellezza di questo universo è che, una volta entrati, tutto è collegato. Potete iniziare da Canti di notte per conoscere le radici, e poi passare a Non pettinarti prima di partire per vedere i frutti. Oppure potete iniziare dal presente di Non pettinarti… e poi, incuriositi dalla profondità di quello sguardo, decidere di andare a vedere da dove nasce leggendo Canti di notte.
Non c’è un ordine prestabilito, perché le emozioni non sono lineari. L’importante è varcare la soglia. L’importante è decidere di spegnere per un attimo il rumore del mondo esterno e accendere la luce su quello interiore.
Lasciati guidare: scegliamo insieme
So che a volte, di fronte a un autore nuovo, si può avere un attimo di esitazione. “Mi piacerà? Sarà troppo difficile? Sarà troppo triste?”. È legittimo. Per questo, voglio fare qualcosa che pochi autori fanno. Voglio aiutarvi a scegliere.
Il mio invito “Se cerchi un mondo poetico… inizia da qui” non si riferisce solo ai libri, ma a me. Inizia dal contatto con me. Io non sono un algoritmo che ti consiglia “Potrebbe piacerti anche…”. Io sono Giorgio. Voglio che il tuo ingresso nel mio mondo sia un’esperienza umana, non una transazione commerciale.
Quindi, ecco la mia proposta: Vai alla pagina Contatti del sito. Scrivimi. Non serve una lettera formale. Scrivimi due righe su di te. Dimmi come ti senti in questo periodo. Sei in una fase nostalgica? Ti senti schiacciato dalla velocità? Hai bisogno di conforto o di scossa? Ti piace la notte o preferisci l’alba?
Raccontami un pezzetto del tuo stato d’animo e io ti risponderò personalmente consigliandoti quale dei due libri è la chiave giusta per te in questo momento. Magari ti consiglierò una poesia specifica da cui partire. Magari scopriremo che Canti di notte è perfetto per le tue insonnie, o che Non pettinarti prima di partire è il compagno ideale per le tue pause pranzo frenetiche.
Lascia che la poesia ti travolga, ma lascia che sia io a lanciarti il salvagente giusto per galleggiare in questo mare di emozioni. Il mio mondo è aperto. La porta è socchiusa. Aspetto solo che tu faccia il primo passo: scrivimi.